Rassegna stampa italiana: Articolo apparso sul settimanale “Panorama“, n. 33 del 14 agosto 2008. di Manuela Grassi

Sarà cinese la Venezia del futuro

Un'immagine dello skyline di Caofeidian. In fondo svetta la Montagna dell'Energia (anche nel riquadro piccolo a sinistra)


Progetti faraonici. Sull’acqua, con criteri ecologici e avveniristici, Caofeidan sarà la città più moderna del mondo realizzata da un italiano, avrà un grattacielo alto 999 metri che si innalzerà tra terra e mare nella baia di Bohai a nord della Cina.

In alto il suggestivo ponte a forma di drago dove scorrerà una parte importante del traffico della città. In basso un particolare del progetto che mostra la convivenza tra grattacieli di 350 metri e campi coltivati.

Il colosso sfrutterà condizioni naturali temibili come il terreno sismico e i venti della Manciuria per produrra energia pulita e sarà il simbolo di una città che sorgerà nei prossimi anni e che, nelle intenzioni del governo cinese, sarà la prima città ecologica del Terzo millennio: Caofeidan, un investimento di 400 miliardi di euro.

Cartina del luogo. Sorgerà vicino a Pechino e darà la misura spettacolare delle ambizioni della Cina.

Cartina del luogo. Sorgerà vicino a Pechino e darà la misura spettacolare delle ambizioni della Cina.


Un capolavoro del Rinascimento italiano, il “Sogno di Costantino” di Piero della Francesca, ispira una delle architetture più spettacolari del nuovo secolo: la Montagna dell’Energia.

La montagna dell'energia (a sinistra) con a fianco il dipinto "il sogno di Costantino" di Piero della Francesca

Alta 999 metri, si innalzerà tra terra e mare nella baia di Bohai, nord della Cina. Macchina tecnologica gigantesca, la torre si aprirà nella parte inferiore come una tenda sulla laguna (proprio come la tenda da campo dipinta da Piero si apre sul sonno di Costantino).
Da lì entreranno le navi da crociera per attraccare alla base della Montagna, lunga settecento metri. Il colosso sfrutterà condizioni naturali temibili come il terreno sismico e i venti della Manciuria per produrra energia pulita e sarà il simbolo di una città che sorgerà nei prossimi anni e che, nelle intenzioni del governo cinese, sarà la prima città ecologica del Terzo millennio: Caofeidan, un investimento di 400 miliardi di euro.
L’artefice di questo bing bang storico culturale è l’architetto Pier Paolo Maggiora, fondatore dello studio ArchA di Torino, al quale si devono importanti ripensamenti di aree metropolitane come City Life (la ex Fiera di Milano) e Laguna Verde a Settimo Torinese.
Maggiora è anche il teorico dei “Dialoghi di Architettura” e dei “Dialoghi sulla città”, processi aperti che coinvolgono tutte le discipline, come condizione necessaria per ogni trasformazione del territorio. “La cultura cinese e quella occidentale nascono, con Confucio e Socrate, dal dialogo. E questa fonte comune è viva ancora oggi, 2.500 anni dopo” dice l’architetto nel suo studio torinese. “L’Italia ha fondato la sua eccellenza sui dialoghi transculturali fin dall’anno Mille“.
La visione dell’architetto Maggiora è piaciuta molto ai cinesi. Invitato alla Biennale Architettura di Pechino nel 2006 ha partecipato alla grande discussione sulle “100 città“.

Un'altra veduta dell'ecocity Caofeidian

La Cina deve affrontare in questi anni un problema enorme. Il passaggio di 350 milioni di persone dalla condizione di contadini a quella di cittadini. Due le strade possibili: la nascita di nuove metropoli o un tessuto di città medio-piccole. Si è preferita la seconda“.

In questo clima di grande trasformazione, la Ecocity di Caofeidan è un capitolo strategico nell’XI Piano quinquennale 2006-2010 della Repubblica Popolare.

Dopo gli interventi di modernizzazione degli anni Ottanta al Sud, nella zona di Shenzhen, degli anni Novanta al centro, nella zona di ShanghaiPudong, oggi il primo ministro cinese Wen Jiabao punta al Nord.

Compito di Eco-City è potenziare e razionalizzare il sistema “megalopolitano” PechinoTianjin-Tangshan, che significa 92 milioni di abitanti. E soprattutto dalla sua posizione strategica di fronte a Corea del Sud e Giappone, lanciare un messaggio al mondo sulle capacità cinesi di concepire e mettere in pratica una trasformazione epocale nel pieno rispetto del protocollo di Kyoto. “Armonia e innovazione“, si intitola, non a caso, il corposo saggio di Qiu Baoxing, viceministro per le infrastrutture.

Da Pechino, che dista 220 chilometri (38 minuti con l’alta velocità), tutte le acciaierie, responsabili principali dell’inquinamento della capitale, sono state spostate su un’isola artificiale nella baia di Bohai, dove verranno rispettati sistemi di produzione non inquinanti.

Nella stessa zona convivono pozzi petroliferi, saline e agricoltura. A est dell’isola artificiale sorgerà la nuova Caofeidan, con la simbolica montagna dell’energia, la cui punta si vedrà dalla capitale.

Il compito di immaginare una città che non sia solo utopia filosofica come “la città del Sole” di Tommaso Campanella è arduo. Ma le ambizioni cinesi sono indomabili. “Il nuovo insediamento non deve semplicemente alloggiare i lavoratori del complesso industriale“, spiega l’architetto urbanista, “al contrario si configura come una città internazionale, dove la cultura, il divertimento, i servizi hanno un ruolo importantissimo“.

Il concorso per delineare il progetto pilota vedeva in lizza i più importanti studi cinesi, europei e americani. Nessun progetto, tuttavia, aveva soddisfatto il committente: buoni ma non abbastanza ambiziosi, avveniristici, esemplari. Maggiora faceva parte della giuria e la sua visione urbanistica ha molto colpito i burocrati cinesi, che lo hanno invitato a partecipare a un nuovo bando. Pur avendo approfondito l’argomento nel corso di diversi mesi, la fase di progettazione vera e propria è stata pesantissima: 36 giorni e 36 notti.

E il maggio scorso lo studio ArchA è risultato vincitore, l’inglese Arup secondo (di certo verrà coinvolto nella realizzazione della torre). Il progetto ArchA ha vinto perchè è quello che ha meglio capito la complessità dei problemi del territorio. E più ha colpito l’immaginazione dei Cinesi.

Armato di citazioni de “Le città invisibili“, di Italo Calvino (“Nessuno sa meglio di te, saggio Kublai, che non si deve mai confondere la città col discorso che la descrive. Eppure tra l’una e l’altra c’è un rapporto ….. ” dice il Marco Polo calviniano), di immagini di San Gimignano, Siena, Venezia, Maggiora ha disegnato una città suggestiva che sorge sull’acqua e sul verde di campi coltivati con vie di comunicazione sopraelevate. Più che un progetto, molti progetti. “Una sorta di agopunture di altissima qualità, che mettono in azione il sistema” dice lui.

Nella laguna , creata con lo stesso sistema di dighe del Mose veneziano, sorgerà l’arcipelago della Conoscenza, le università politecniche del nuovo millennio.

Ci sarà poi la città di Cristallo, grattacieli di 350 metri, la zona agricola e a est la piuma della fenice, con aereoporti, stazioni, telecomunicazioni.

Gropius diceva che l’architetto deve progettare dal cucchiaio alla città. Oggi potremmo dire dal cucchiaio alle nanotecnologie, dalla città al territorio.” Poi c’è la Montagna dell’Energia, la cui altezza è un omaggio al numero 9 che per i Cinesi rappresenta la perfezione. A chi si stupisce della misura, l’architetto risponde: “Oggi ci sono progetti di torri anche più alte”. Non sono esenti da critiche. “Già nel 1956 Frank Lloyd Wright aveva progettato un grattacielo alto un miglio, non è certo una novità. La cosa importante è che l’architettura verticale torni agli architetti e non sia più appannaggio degli ingegneririsponde.

Capace di ospitare duecentomila persone (una città come Brescia), la montagna è divisa in otto spicchi percorsi da rami vuoti, da cui entrano luce ed acqua. Quest’ultima si nebulizza aumentando l’umidità interna, a beneficio di giardini tropicali. La grande “tenda” ascendente è percorsa da microeliche che producono energia. Nella città verticale sono previste residenze, grandi servizi, musei, banche, entertainment.

Le acciaierie di Caofeidian entreranno in attività a ottobre. E il resto? La superficie complessiva di Ecocity è di 370 chilometri quadrati, con un potenziale di 2,4 milioni di abitanti. Sono previste quattro fasi di realizzazione. La prima riguarda cinque chilometri quadrati per circa 52.000 residenti.

L'architetto Pier Paolo Maggiora, con le autorità cinesi, davanti al progetto di Caofeidian.

I cinesi dialogano moltissimo, discutono ancora di più. Ma una volta presa una decisione pare che niente riesca a fermarli.