Rassegna stampa italiana

La Stampa, 12 giugno 2008

Articolo disponibile in formato PDF sul sito della rassegna stampa del comune di Torino documento n. 78341603.pdf

Settimo, torri e palafitte, è Laguna Verde la città del futuro.
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Laguna Verde, l’ecocity avveniristica sarà costruita a Settimo Torinese.

di Giovanna Favro

Un miliardo e trecento milioni di investimenti.

Una città tutta sopraelevata, costruita su palafitte che reggeranno strade (o meglio: passerelle pedonali) e palazzi. E sotto, un mare verde.

Sopra alle piattaforme aeree ci saranno residenze, negozi, areee per l’intrattenimento e la ricerca scientifica, compresi museo, palasport, scuola e piscina, e edifici con un’altezza media di 100 metri, compresi veri e propri grattacieli, costruiti sulle palafitte, alti fino a 215 metri. Sotto le isole edificate, ecco una distesa di alberi, prati e fiori che riunirà, senza soluzione di continuità, il parco La Mandria e il parco del Po.

Non è una città ideale né un fumoso e avveniristico progetto che prenderà corpo chissà quando. E’ “Laguna Verde”, e sorgerà sul serio molto presto, grazie a uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana e di “ecocity” d’Italia: prevede un miliardo e 300 milioni di investimenti ed è ritenuto uno dei più sofisticati ed ecocompatibili del pianeta.

Sorgerà su 815.000 metri quadri a Settimo Torinese, nel rettangolone compreso fra la tangenziale, la ferrovia Torino-Milano, il centro di Settimo e il confine con Torino da corso Romania. L’area sarà solcata da una strada area principale, una “Broadway” curvilinea su cui si affacceranno le attività commerciali e ricreative e dalla quale partiranno le passerelle di collegamento per le diverse “isole”: 6 ad uso pubblico e 22 private, con in queste ultime i parcheggi, 3 piastre commerciali, 2 centri di ricerca privati (si parla di una multinazionale asiatica e un ateneo straniero), 16 isole residenziali e un hotel. Nelle sei isole pubbliche sono previsti museo, palasport, piscina, scuola e un polo di ricerca scientifica del Politecnico, dedicato ai nuovi materiali.

Ne hanno parlato ieri il rettore del Poli Francesco Profumo, il sindaco di Settimo Aldo Corgiat e Pier Paolo Maggiora che firma il progetto con lo studio ArchA. Si tratta dell’area della vecchia fabbrica Pirelli, che verrà dismessa in vista della realizzazione (sempre a Settimo ma in via Brescia), del più avanzato stabilimento Pirelli del mondo.

Questa zona, come ha detto il sindaco, rischiava di finire come molte periferie ex industriali. Invece, i proprietari delle aree si sono uniti per creare un progetto unitario in un comitato promotore, destinato a diventare un consorzio fra 7-8 soggetti fra cui Comune, Pirelli, Intesa SanPaolo, Ipi, Ifas, Sefas.

Il Poli vuol insediare uno o più “Kic” (Knowledge and innovation community) promossi con l’Istituto Europeo di Tecnologia, “ma l’attività di ricerca il cui progetto di fattibilità e realizzazione è affidato al Politecnico” – dice il sindaco – ”

è un punto di forza di questa nuova urbanizzazione che riguarda il futuro”.

Se per Profumo “è sempre più irrinunciabile focalizzarci su processi e prodotti sostenibili”, per Maggiora “la sostenibilità non sarà solo naturalistica, ma antropo-culturale, socio-gestionale ed economico-finanziaria”.

Quanto ai tempi, Corgiat prevede i preliminari di variante al piano regolatore a ottobre: “Rilascerò i primi permessi di costruire a fine anno.”