Rassegna stampa italiana

Articolo comparso sul quotidiano Il Sole24Ore, edilizia e territorio, del 19-24 maggio 2008, e pubblicato sul sito del comune di Settimo Torinese (pdf)

Presentato il concept per la riconversione di un’area industriale da 815mila mq nel comune Piemontese. Il quartiere sopraelevato sul parco continuo costerà 1,2 miliardi – Grandi firme e concorsi per edifici e spazi pubblici.


di Maria Chiara Voti

Una grande distesa verde in cui affioreranno, come tanti isolotti sparsi, torri e gruppi di edifici sopraelevati, costruiti per blocchi compatti e progettati da diversi architetti internazionali, anche se all’interno di un unico disegno comune.

Affonda le radici nel dialogo progettuale e architettonico il concept elaborato da Pier Paolo Maggiora e dallo studio ArchA per il nuovo quartiere Laguna Verde di Settimo Torinese, al confine nordorientale di Torino sulla direttrice verso Milano, Aosta e Ginevra.

Il progetto, che rappresenta uno dei più grandi piani di riqualificazione urbana oggi esistenti in
Italia, porterà con un investimento di oltre 1,2 miliardi alla riconversione di un’area industriale
di oltre 815mila mq, in parte dismessa e in parte in via di dismissione dopo la decisione di Pirelli
di chiudere la fabbrica di via Torino per ricollocare l’attività nel rinnovato polo di via Brescia, presto il più avanzato fra quelli del gruppo nel mondo.

Il progetto Laguna Verde nasce grazie a un lavoro di programmazione negoziata portato
avanti dal Comune di Settimo con i diversi proprietari dell’area (Pirelli Tyre, Aree Urbane-
Pirelli, Risanamento, Intesa San Paolo, Sefas, Edison e Global Locafit), riuniti in un comitato promotore. Per la trasformazione sarà creata una società nella quale è previsto anche l’ingresso di partner stranieri.

L’intera iniziativa” – spiega Maggiora – “nasce su un doppio dialogo. Il primo è quello avviato con la città e con il territorio e il secondo sarà quello architettonico, fra progetti diversi, ma tutti di altissima qualità“.

A questo proposito il concept si fonda su una riflessione frutto di anni di lavoro. Come gli
esempi più straordinari del paesaggio urbano spesso sono il risultato di stili e stratificazioni
differenti, così anche nella realizzazione di Laguna Verde si dovrà seguire il criterio della diversità
unitaria. A partire cioè da un disegno comune, sarà costituito un gruppo eterogeneo di professionisti che si occuperanno di sviluppare i singoli elementi».

Toccherà alla società promotrice definire il pool di progettisti insieme all’architetto Maggiora che ha ricevuto dal comitato l’incarico per l’elaborazione del concept e del masterplan e che curerà il coordinamento.

Per le aree pubbliche” – aggiunge il sindaco di Settimo, Aldo Corgiat – “saranno invece indetti concorsi di progettazione, anche per dare spazio ai giovani».

Secondo il concept, Laguna Verde si presenta come un modello di struttura urbana a elevato
contenuto di sostenibilità non solo ambientale, ma anche socio-gestionale, culturale, urbanistico-
architettonica ed economico-finanziaria.

Il nuovo quartiere, occupato per i 2/3 da giardini e aree a parco, sarà interamente sopraelevato per dare continuità al verde e sarà costituito da isole collegate da una ricca trama di pensiline, ponti e calli. Le isole saranno in parte pubbliche, destinate alla ricerca, allo sport, all’attività museale e scolastica e per la maggior parte private, bilanciate fra funzioni residenziali, commerciali, ricettive, produttive e di terziario.

Il verde” – prosegue Maggiora – “si estenderà su due piani, uno naturale orizzontale che segna una continuità tra la Tangenziale Verde, il parco collinare e quello lungo il Po e uno leggero verticale che racchiude al suo interno i parcheggi e i volumi tecnologici“.

La forma urbana generale sarà contraddistinta da una grande via centrale sospesa,
ricca di vitalità e funzioni pubbliche e private, commerciali di servizio e terziarie, una
sorta di Broadway del sistema, un nastro sospeso sulla Laguna Verde.

Anche sotto l’aspetto della tempistica, il progetto è innovativo.

Per la trasformazione dell’area” – conclude Corgiat – “sarà approvata la variante strutturale 21, il cui documento programmatico è già stato ratificato dal Consiglio. L’iter impiegherà circa un anno. Tuttavia, non è escluso che le singole proprietà possano anticipare le trasformazioni che sono già coerenti con le previsioni di Prg, purché nel rispetto del concept dell’area.
In questo modo il nuovo insediamento non è un sogno che prenderà forma fra cinque o sei anni, ma un’iniziativa concreta e pronta a diventare realtà
“.