Un intervento nel corso di una iniziativa tenuto alla terza biennale di architettura a Pechino (foto pubblicata su Flickr (clicca sulla foto per l'originale). 

Un'immagine della terza Biennale di Architettura a Pechino (Flickr)

Si è aperta lo scorso 22 ottobre 2008 la terza edizione della Biennale di architettura di Pechino, che continuerà fino a Giovedì 6 novembre.  L’importante manifestazione si tiene nel nuovo “Beijing Design Park 751“, una ex zona industriale dismessa e riqualificata come zona espositiva.

Il tema dell’evento di quest’anno riguarda la realizzazione di “Ecocity”  (Ecological City Building), e vede un’importante partecipazione italiana, coordinata dalla nostra Camera di Commercio, in collaborazione con l’Istituto del Commercio Estero (ICE) e con l’Ambasciata d’Italia.

Nella mostra viene dato grande rilievo al “progetto Ecocity Caofeidian”, di Pier Paolo Maggiora, oggetto di vari dibattiti e presentazioni.  

Dell’Ecocity Caofeideian si è anche parlato nel corso di un seminario, che si è svolto nei primi giorni della biennale, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’ambasciatore Italiano a Pechino Riccardo Sessa, degli architetti Enzo Eusebi e Dante Benini.  

Le nostre citta’ riescono a coniugare, valorizzando entrambi, le grandi opere del passato con le innovazioni tecnologiche e la vivibilita”, ha detto l’ambasciatore Riccardo Sessa, ed è per questo che l’Italia può dare un importante contributo alla Cina, nel suo obiettivo di contrastare l’urbanizzazione frenetica e selvaggia che ne ha caratterizzato il recente passato. 

Dello stesso tema si è anche discusso in un’altro convegno, rivolto principalmente ad un publico di studenti Cinesi, a cui ha partecipato il presidente dell’Istituto del Commercio Estero, ambasciatore Umberto Vattani ed il segretario della biennale, Luo Li. 

Quello che dobbiamo chiederci adesso è come debbano essere le citta’ del terzo millennio”, ha detto Vattani, che ha sottolineato l’importanza del progetto dell’architetto italiano Pier Paolo Maggiora, che ha vinto la gara di idee indetta per la nuova Citta’ Ecologica di Caofeidian/Tangshan.  Grazie alle immagini esposte nella biennale che “mostrano una citta’ dalle forme nuove, ecologicamente sostenibile, dominata da una ‘torre dell’energia’ e proiettata verso il futuro“.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Internet della biennale di Architettura di Pechino (in lingua Inglese e Cinese). 

 

Pubblicato all’indirizzo www.pierpaolomaggiora.com il sito dell’architetto torinese autore di numerosi progetti urbanistici innovativi, come “Ecocity Caofeidian”.
Home page del sito web di Pier Paolo Maggiora. Nella foto la "Montagna dell'energia", alta circa un chilometro, simbolo della città avveniristica di Caofeidian.

Home page del sito web di Pier Paolo Maggiora. Nella foto la Montagna dell'energia. Alta circa un chilometro, rappresenta il simbolo della nuova città di Caofeidian.

 Da oggi potete visitare il nuovo sito di Pier Paolo Maggiora, l’architetto torinese autore di importanti progetti innovativi, all’indirizzo www.pierpaolomaggiora.com.

Troverete, oltre ad informazioni sullo stesso Pier Paolo Maggiora e sulla sua società ArchA, anche sei sezioni dedicate ciascuna ad un importante progetto, con informazioni, foto e filmati.  

I progetti che potrete approfondire sono:

  1. Caofeidian; la prima città del terzo millennio di Tangshan, Cina.
  2. Laguna Verde: la cittadella del futuro di Settimo Torinese, Torino. 
  3. CityLife: quartiere milanese che propone un nuovo modello di sviluppo per tutta l’area dell’antica fiera milanese.
  4. 100 città: elaborato  nel contesto della cooperazione governativa tra  Italia Cina  e del programma di sviluppo urbano in atto in quel paese.
  5. Torino 2006:  con la progettazione del comparto Centrale per i Giochi Olimpici di Torino 2006 (con Arata Isozaki).
  6. Turin Health Park: il parco della salute di Torino.

Tra i filmati disponibili, la visione tridimensionale del progetto Ecocity Caofeidian, la prima città del terzo millennio, trasmesso il 26 agosto 2008 su RAI UNO, nella trasmissione “Ad Oriente”, di Francesco Stochino Weiss, insieme al concerto di Giovanni Allevi a Pechino.

Per ulteriori informazioni e filmati, visitate il sito www.pierpaolomaggiora.com.

 

Rassegna Stampa Nazionale

Articolo pubblicato sul sito Euterpevenezia.it (formato PDF)
L’evento musicale delle Olimpiadi tra passato e Cina del futuro, di Manuela Pivato


LA MUSICA NON bastava. E allora dietro la bacchetta di Giovanni Allevi, dietro la sua selva di ricci e le sue braccia senza peso, scorrono le immagini dal passato al futuro, al galoppo del tempo, da Venezia a Caofeidian, prima ecocity cinese progettata per il terzo millennio.

Si chiama «Adoriente» ed è stato uno degli eventi più attesi delle passate Olimpiadi di Pechino, organizzato
dal regista veneziano Francesco Stochino Weiss che, con il concerto di Allevi e le immagini (anche) della sua serata del luglio scorso in Piazza San Marco, ha portato un po’ di laguna nella Cina rimasta orfana dello spettacolo della Fenice.

Venezia, città perfetta sotto ogni aspetto, non è più solo un monumento vivente di uno splendore ormai passato, ma è il modello di vita scelto tra i tanti che da tutto il mondo hanno concorso per dare alla luce il nuovo simbolo della Cina” spiega Stochino, che ha ideato lo sfondo alle musiche di Allevi.

Immagini che partono da Ca’ Vendramin Calergi, dove il pianista sfoglia le partiture del Tristano, poi passa per la Piazza, raggiunge il mare e arriva in Cina dove lo aspetta Caofeidian, megalopoli da un milione di abitanti che, tra i suoi dieci teatri, ne avrà uno ispirato proprio alla Fenice.

Short movie made by Archa International, with images from the project “Ecocity Caofeidian, the first city of the third millennium”, by Architect Pier Paolo Maggiora, Archa, Turin, Italy. The city will be built in Caofeidian, Tangshan, China.

(Breve video realizzato da ArchA International, che vi propone numerose immagini tratte dal progetto “Ecocity Caofeidian, la prima città del terzo millennio”, realizzato da Pier Paolo Maggiora, dello studio ArchA di Torino. La città sarà realizzata nella zona di Caofeidian, città di Tangshan, Cina).


Rassegna stampa italiana

Articolo pubblicato sul quotidiano “La Nazione” del 23/08/2008 (copertina caffè, pagina 27). 


di Andrea Spinelli

GLI ALBERI hanno nomi evocativi lungo il vialetto della Città Proibita che s’infila nel Parco Zhongshan protetto da due minacciosi leoni di pietra del peso di oltre quattro tonnellate e mezzo ciascuno.

Per incontrare la musica di Giovanni Allevi bisogna percorrere quell’acciottolato carico di storia oltrepassando il Pino delle Locuste e il Cipresso della Vecchiaia per indirizzarsi verso l’altare su cui gli imperatori festeggiavano i pleniluni di febbraio ed agosto offrendo sacrifici al dio della terra She e a quello del grano Ji.

PROPRIO accanto a quell’ara sacra, la mano profana del maoismo ha disegnato la sala da concerti in cui il pianista marchigiano, 39 anni, ieri sera ha contaminato le sue partiture con i suoni e gli umori della China Philharmonic Orchestra, traendone un’ora e mezza di poesia a cui il piccolo schermo di Raiuno proverà a rendere giustizia martedì prossimo all’interno dello speciale “Ad Oriente – Da Venezia a Caofeidian, un viaggio da Piazza San Marco alla Cina” che la musica di Allevi proietta verso il futuro festeggiando la nascita della prima città del Terzo Millennio, disegnata non a caso dall’architetto italiano Pier Paolo Maggiora.

Caofeidian è infatti la colossale eco-city che il governo cinese si appresta a realizzare nella regione dell’Hebei per ridefinire il concetto di insediamento urbanistico. Ed è scopertamente augurale che con l’esibizione dell’incantatore riccioluto la simbolica “prima pietra” sia stata messa entro le mura di quella Città Proibita che i sudditi delle dinastie Ming e Quing ritenevano essere la copia sulla terra dell’ordine cosmico.

PRODOTTO da Francesco Stochino Weiss, Ad Oriente – Da Venezia a Caofeidian prova a far dialogare musica e materia sulla Via della Seta, seguendola attraverso l’Asia Centrale fino ai portoni laccati e ai tetti di porcellana smaltata di Pei-Chin, quella “capitale del Nord” che Pierre Loti definiva “uno degli ultimi rifugi dell’ignoto e del misterioso”.

La sorpresa non è tanto quella di essere stato invitato qua ad esibirmi, ma di esserlo stato per suonare la mia musica” ammette Allevi, che il 2 settembre concluderà all’area Fly di Bresso (Milano) il suo Evolution Tour.  “Trovo quello dei cinesi un gesto di grandissima apertura figlio dei tempi; senza le Olimpiadi, infatti, difficilmente questo paese avrebbe avuto tutta questa voglia di guardarsi attorno e di vivere il presente”.

NELLA CITTÀ a cui i Giochi (e draconiane misure anti inquinamento) hanno reso un aspetto lindo, ordinato, e altamente controllato, Allevi racconta i sentimenti in lotta degli ansiosi come lui (Aria), la tenerezza delle passioni (Come sei veramente), la smania di liberarci dai lacci e lacciuoli della quotidianità (Angelo ribelle).

Proiezioni, giochi di colore, visioni, che tra le pareti in legno di ciliegio della Sala Concerti si perdono nell’aria come le opere di quegli artisti straordinari che poco lontano, in Piazza Tien An Men o sulla terrazza del Tempio del Cielo, intingono i loro pennelli nell’acqua per tracciare sulla pietra ideogrammi che durano solo per qualche secondo.

Dal canto suo la China Philharmonic Orchestra soffre un po’ nella sezione fiati (ma a queste latitudini gli strumenti della tradizione sono archi e percussioni) riuscendo però nel finale a strappare applausi convinti.

TRE GIORNI di prove mi hanno fatto capire che i musicisti cinesi hanno una velocità di apprendimento straordinaria e una precisione tecnica capace di compensare, almeno in parte, l’intensità che hanno le nostre orchestre. Qui conta infatti il cervello mentre da noi il cuore. Anche se la mia musica ha bisogno di entrambi” ammette Allevi che, dopo tre anni di dischi e concerti a tambur battente, ha già pronta una nuova sfida “non prima però di essere scomparso dalla circolazione almeno per un anno“.

“Ho composto una suite per orchestra, Angelo ribelle, ma non ancora una sinfonia; forma espressiva con cui non vedo l’ora di confrontarmi. Anche per testarne la contemporaneità. Se una volta composta la trovassi vecchia, chiuderei le partiture in un cassetto da non riaprire più”. E le Olimpiadi, Giovanni? “No, io non le ho viste. Ma spero di aver conquistato la medaglia d’oro della musica“.

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